Maiaolona tettona troietta da monta

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Aggiunta: Dec 30, 2016
Descrizione: Se non chiamarla, troietta da monta....questa tettona, molto maiola non saprei proprio come definirla. Vi voglio raccontare una storia che risale ai tempi della mia adolescenza, avevo da poco compiuto i miei 18 anni e avevo conosciuto una ragazza libertina, una tettona che faceva impazzire molti uomini. Ogni tanto riuscivo ad ottenere da mio padre la macchina (pur avendo già ottenuto la patente non disponevo economicamente di soldi per comprarmene una tutta mia) per uscire alla sera con la ragazza.
Ricordo che una sera mentre stavamo scopando in auto intravidi dal vetro posteriore un guardone che si avvicinava toccandosi in mezzo alle gambe, non dissi niente alla ragazza per non preoccuparla (la persona non era giovane poteva avere dai 50 anni in su ed era solo), noi eravamo completamente nudi e da dove si era messo poteva benissimo vederci completamente nudi essendo di indole esibizionista incominciai a fare il ganzo incitando lei a fare la porca, cosa che fu prontamente recepita.
Intanto al di fuori della macchina il nostro spettatore aveva estratto la sua mercanzia (di tutto rispetto) e si trastullava amorevolmente, e vedendo che lo guardavo più volte mi aveva esibito il suo cazzo come in offerta facendomi segni con la mano
“che tradotti volevano significare posso chiavarla anche io, oppure indicando lei mimava il pompino, io senza farmi vedere da prima feci cenno di no ma poi forse anche per gioco incominciai a fare il segno di aspettare, mentre montavo la ragazza le sue tette ballonzolavano in un modo molto erotico e le sue urla facevano mantenere una tensione sessuale molto alta, tenendo conto che aveva già avuto un orgasmo, la sua voglia di porcate non era assolutamente calata.
Ricordo che le dissi
“pensa se ci fosse un altro uomo con noi che mentre io ti monto lui te lo mette in bocca, ti piacerebbe essere posseduta da più uomini vero porcella, lei in preda all'erotismo più animale
“disse si mi piacerebbe avere un altro uomo da soddisfare”, feci un segno di avvicinamento sembrava come se fosse scattato un segnale lo spettatore con il cazzo in mano tesissimo e scappellato si avvicinò al finestrino dalla sua parte, lei lo vide e si spaventò gridando e cercando di coprirsi cosa impossibile essendoci io in mezzo alle sue gambe, io la tranquillizzai dicendogli che era un guardone e che era un po’ che ci osservava masturbandosi, si rilassò e conoscendo la sua indole porcella ed esibizionista riaprì le braccia che aveva messe conserte a coprirsi il seno, rimanendo completamente offerta alla vista dell’uomo che continuava a menarsi l’uccello con la mano o contro il finestrino, nell'orecchio della mia ho sussurrato di passare la mano sul vetro in prossimità dell’uccello e lei lo fece poi le ho detto di passare la lingua e lei lo fece mandando in tilt il guardone facendolo sborrare sul finestrino.
Pensando che dopo l’orgasmo si fosse tranquillizzato e soddisfatto ho fatto una cazzata abbassando il finestrino, subito lui allungò le mani sulla mia ragazza palpandogli le tette in malo modo tirandogli i capezzoli tanto da farla gridare dal dolore e poi mettendo le mani tra il mio uccello inserito nella sua fica e lei introducendogli due dita insieme al mio cazzo dentro, l’occhio mi scappò sul suo uccello che era tornato durissimo e scappellato, cominciai a preoccuparmi, tentando di rabbonirlo le dissi che guardare è una cosa toccare è un’altra e questo non era nei patti, per tutta risposta estrasse un coltellaccio dalla tasca e aggiunse adesso tocca te guardare e a me toccare chiaro!!!!!
Mi spinse con una manata giù dalla mia donna facendomi sedere sul mio sedile di guida lasciandomi con il cazzo duro e lucido di umori non avendo ancora sborrato, la mia lei cominciò dopo lo sgomento iniziale a piangere pregandolo di non farci del male e di lasciarci andare, lui ridendo disse:
“certamente solo dopo che vi avrò stuprati a mio piacere, vi è piaciuto farmi eccitare adesso sopportate le conseguenze e rivolgendomi a me aggiunse dopo la tua vacchetta da monta romperò il culo anche a te perciò preparati” in quel momento mi venne un gruppo in gola e mi misi a piangere.
Rivolgendosi a lei e prendendola per i capelli disse
“puttanella non passavi la manina sul finestrino e poi anche quella linguetta da troietta infoiata, lo facevi per prendermi per il culo e farmi eccitare o per far vedere quanto sei maiala al tuo ragazzo oppure perché sotto sotto ti sarebbe piaciuto farlo con due uomini rispondimi troia…, e strattonando i capelli fra i singhiozzi del pianto la costrinse a parlare”
“lei disse che era tutto un gioco e che pensava che i guardoni si accontentassero di guardare e segarsi e che non pensava di essere aggredita” peccato aggiunse lui adesso devi dire davanti al tuo ragazzo che sei una troia e che con il sottoscritto desideri fare la maiala, la mia ragazza piangeva stringendosi con le mani la faccia, quasi immediatamente ricevette un’altra tirata di capelli con aggiunta di torsione al capezzolo sinistro, urlando e guardandomi negli occhi disse
“si sono una troia e mi piace fare la maiala con un altro uomo……. ” Brava allora comincia a prendere in mano il mio cazzo e a menarlo, mentre ciò avveniva lei si tranquillizzò e cominciò lentamente a segare il membro del guardone io ero eccitatissimo e il pene mi doleva dalla tensione lei se ne accorse e allungò la mano a prendere anche il mio segandolo, lui se ne accorse e ridendo disse:
“ma che brava sporcacciona allora non aspettavi altro che un secondo cazzo che ti usasse come la troia che sei ma brava”, e poi aggiunse ehi! tu dammi le chiavi della macchina così posso rilassarmi anche se comunque era inutile non potevo certamente sfondare il muro della ditta, le consegnai le chiavi, come un automa.
Dopo un po’ la masturbazione non gli bastò più e disse
“dai porcella girati verso di me e lascia che si seghi da solo mentre guarda la sua troia come mi lavora il cazzo”, gli prese la testa e se la portò verso l’uccello sbattendoglielo sulle labbra forzando l’apertura della bocca e entrando senza riguardi tanto da procurargli convulsioni e conati di vomito, per poi prendere un ritmo di chiavata nella bocca, da parte mia ripresi in modo autonomo a masturbarmi ormai ero arrivato al punto di non ritorno e perciò era inutile non ammettere che ero eccitato, feci scivolare la mano sul suo seno che trovai con dei capezzoli duri all'inverosimile e trastullai molto volentieri poi mi avvicinai alla sua nuca dicendogli delle dolci porcate del tipo
“porcellina ti piace ciucciare il cannolo hai dei capezzoli eccitatissimi e chissà la fica come gronda di umori adesso ti sditalino un po’ così quanto ti tromberà sarai ancora più bagnata e ti piacerà di più” tutto questo con parole bisbigliate e accompagnate da tanti mmmmmmm, aaaaaa dai eccetera, devo dire che la cosa era molto gradita tanto è vero che la partecipazione da passiva era diventata molto attiva gratificando sia me che il nostro guardone.
Ad un certo momento avvenne ciò che temevo urlando disse
“basta sporcacciona, aprì la portiera e disse mettiti a pecorina sul sedile e spompina il tuo ragazzo mentre ti trombo la fica, ” no aggiunse di riflesso la mia ragazza ho paura delle malattie e poi potrei rimanere in cinta lui le disse
“non me ne frega un cazzo ne se rimani incinta ne se prendi le malattie, comunque ti stavi facendo trombare senza preservativo e non sarà certo dal sottoscritto che prenderai malattie” con un esclamazione beata entrò in lei tutto intero fino in fondo probabilmente trovandola molto bagnata non oppose alcuna resistenza allo stupro, giunto in fondo lei urlò effettivamente era molto lungo e andò sicuramente a sbattergli sulla bocca dell’utero,
ma quell'urlo rimase isolato perché subito dopo pur avendo in bocca il mio cazzo la sentii gemere credo di piacere anche se penso non volesse darmelo a vedere, e per sbloccarla ulteriormente le dissi sempre con parole molto flautate
“lo senti come è lungo ti è arrivato in fondo povera piccola sei tutta piena davanti e dietro e da quello che vedo non è poi così male quelli che sento sono gemiti di piacere vero porcellina mia”, estraendosi il mio uccello dalla bocca con uno sguardo da orgasmo in arrivo mi sbiascicò un;
“si sto godendo amore mio”, e subito dopo la vidi contrarsi in convulsioni orgasmiche eccezionali, il montatore apprezzava ma non sembrava volersi interessare degli orgasmi della lei rincorreva il suo con i suoi tempi (lunghi visto la resistenza della montata), pompava a ritmo sostenuto senza sosta, ogni tanto si appoggiava sulla schiena per stropicciare le tette e tirare i capezzoli e in questi frangenti vedevo che riceveva come delle frustate di goduria, ma torniamo al sottoscritto nella posizione in cui mi trovavo potevo toccare o leccare le tette e i capezzoli della mia donna accarezzargli i capelli e il viso (che vedevo sempre più da porca) e bearmi della sua bocca caldissima e avvolgente ma cosa più importante avevo davanti una scena che spesso avevo fantasticato e detto anche a lei
“cioè fare l’amore in tre” e pensando a questo che le venni abbondantemente in bocca, come ogni volta lei ingurgito quella che lei ha soprannominato
“pappa reale”, la cosa non scappò al nostro inconsueto compagno che applaudì energicamente, ma non sbattendo le mani, ma bensì sui glutei della mia lei che urlò per l’improvvisa somministrazione di sculacciate.

Il guardone disse ti è piaciuto bere sozzona bene allora girati che sono pronto per farti bere e ingoiare anche la mia sborrata,
“lei tentennò esclamando le malatt….. ” ma non finì la frase che aveva già in gola il suo cazzo e in gola la sua sborra.
Lo stupratore con falsa dolcezza stringendogli le mani attorno al collo la invitò a ingoiare il tutto e a fare vedere la lingua e la gola bella pulita dopo, anche se controvoglia lei eseguì………………, forse era tutto finito, ma una sua esclamazione ci raggelò il sangue,
“adesso mentre pomicio con la nostra puttanella tu mi meni il cazzo e vedrai come risorge dovete sapere che almeno una volta alla settimana trovo due coglioni come voi che mi fanno divertire e devo dire che forse sarò sempre stato fortunato ma la maggior parte delle ragazze erano delle ottime vacchette, che si sono divertite, volete sapere una cosa buffa una coppietta torna a farsi scopare dal sottoscritto molto spesso.
Io menavo l’uccello del guardone e mi segavo io stesso e lui pastrocchiava la figa e le tette di lei limonandogli in bocca, insultandola con appellativi del tipo bella puttanona svuota coglioni e ciuccia cazzi da favola e dicendogli
“vedrai come godremo ancora appena il cornuto mi porta il cazzo in temperatura”, devo dire che non mi sentivo preoccupato e guardando lei notai una certa rilassatezza, poi guardai in mezzo alle sue gambe dove lui aveva introdotto ben quattro dita era tutta lucida di umori e dall'espressione sembrava stesse godendo, riabbassai lo sguardo e le dita a cuneo erano tutte e cinque e ormai la mano era scomparsa fino alle nocche, senza ritegno lui continuava la sua opera demolitrice, ad un certo punto un urlò si alzò nella notte la mano sparì interamente nella fica e lei urlò il suo godimento sborrandogli in mano.
Lui ridendo e rivolgendosi al sottoscritto disse
“leccala che è tutta roba buona, dopo che hai pulito il piatto mi rimetto a tavola io” io ero come un ebete la leccai tutta sentivo in bocca un lieve sapore di sangue ma comunque era bellissimo tanto che sborrai sporcando da tutte le parti, guardando lui vidi che era eccitatissimo prese la mia ragazza come una bambola la girò a pecora verso di me e le disse
“di pulire lo schifo che avevo combinato tanto era abituata a leccare sborra”, la penetrò con un colpo secco tanto da farla urlare
“sicuramente le mucose della vagina erano gonfie e tumefatte a seguito della grossa introduzione subita e l’orgasmo doveva aver contratto i muscoli del canale uterino”, continuò come un toro infoiato a penetrarla dandole delle bordate e sbattendogli contro le chiappe rumorosamente, in modo improvviso uscì dalla fica e penetrò l’ano
“dura realtà appresa dal quasi svenimento di lei fra le mie braccia fra urla e pianto convulso e dal gorgogliare di lui che come esclamazione disse (molto bene un culetto vergine, e ridendo aggiunse ex vergine) la mia lei lo aveva già preso più volte ma dopo averlo preparato e non a secco e in modo brutale, lei piangeva a dirotto e lui aggiunse
“continua pure a piangere che piangendo contrai i muscoli del culo spippolandomi l’uccello”, oltre il danno la beffa, senza riguardi continuò a inveire dentro di lei devastandogli l’orifizio anale dopo lunga tortura la liberazione, sborrò nell'intestino, e restando fino all'ultima goccia riverso sulle sue spalle, quando ebbe finito i suoi porci comodi uscì e girando attorno alla macchina venne dal sottoscritto e sorridendo mi disse
” adesso pulisci il cazzo che ha reso felice la tua sozzona e poi ti ridò le chiavi così potete andare a casa a nanna facendo sogni erotici dove un vero uomo vi possedeva, e comunque ricordati che il tuo culetto non me lo sono dimenticato solo che la tua maialona mi ha prosciugato”, io lo leccai fino che lui estraendolo dalla mia bocca aggiunse
“tornate qui a scopare quando sentite la voglia di farlo in tre e ricordati che il tuo culetto sarà mio la prossima volta”, e come era venuto sparì nella notte fra le alte foglie di quel campo di granoturco.
Io e lei ci guardammo in faccia non uscì una parola dalle nostre bocche ci riordinammo e quando fummo pronti lei esclamò
“poteva andarci peggio dopo tutto non era forse quello che in parte volevamo fare…………….. certo l’imprevisto era una brutta incognita ma alla fine mi è piaciuto” andiamo dai siamo proprio dei bei maiali noi, misi in moto la macchina e tornammo alla realtà della fine della nostra notte magica.

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